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    <title>NuoviMondi</title>
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    <description><![CDATA[Contro ogni barbarie]]></description>
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    <lastBuildDate>Tue, 30 Sep 2008 14:00:45 GMT</lastBuildDate>    
	<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 14:00:45 GMT</pubDate>
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    <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94633"><![CDATA[Diario]]></category>
    
    <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94709"><![CDATA[Parliamone]]></category>
    
    

    
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      <title>NuoviMondi</title>
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      <title><![CDATA[Poco Patriottiche Considerazioni ]]></title>
      <description><![CDATA[<font face=Tahoma size=3><img style="WIDTH: 410px; HEIGHT: 395px" height=462 alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/68791/desktop_1024.jpg" width=554>&nbsp;</font>
<p><font face=Tahoma size=3>Solo tre mesi all’anno sto fuori e neppure continuativamente.<br>Sapete cosa ci invidiano gli stranieri. Non è uno scherzo, me lo sento ripetere in continuazione.<br>Ci invidiano la flemma con la quale parliamo di noi stessi quando non siamo in casa nostra.<br>Ci invidiano le belle donne chemettiamo in mostra alla tv (sic!)<br>Ci invidiano la cucina che assaggiano quando venono a trovarci…<br>Ci invidiano il senso d’ospitalità che mettiamo in mostra.<br>L’assoluta confusione con cui affrontiamo i problemi… dicono che è più stimolante per creare…<br>Un amico che di mestiere fa il fisico delle particelle e che incontro ogni tanto mi racconta gustosissime storielle sull’inventiva dei fisici nostrani visti con occhi estranei. E quelli che più ci invidiano son i russi, i tedeschi e i giapponesi.<br>Una simpatica e gentile signora, ora madre di due figli, che abita nei dintorni di Parigi con un ingegnere belga, ha lasciato l’Italia dopo la maturità. Era brava e d’intelligenza sopraffina. Ero stato suo insegnate per cinque anni e fui membro interno alla sua maturità. Mi chiese se facesse la scelta giusta ad andare all’estero per un po’ prima di iscriversi all’università come invece avrebbe voluto suo padre. Le risposi che la scelta era sua ma che io al suo posto lo avrei certo fatto. La famiglia voleva denunciarmi per plagio… Ma la figliola era maggiorenne e fece comunque a modo suo. Non ha mai più pensato di tornare a vivere in Italia.<br>La sua famiglia a malincuore mi ha ringraziato. Ed io sono stato suo testimone di nozze.<br>Ci sentiamo e ci scriviamo come buoni amici.<br>La stimano e la rispettano, fa la madre, fa la sua carriera (brillante), fa la moglie e almeno ad oggi è persona soddisfatta.<br>Un caso?<br>Non credo.<br>Molti italiani che non si sentono più dentro gli steccati (o non ci si sono mai sentiti) hanno fatto quel genere di scelta, a volte l’hanno fatta senza neppure varcare fisicamente il confine amministrativo.<br><br><img style="WIDTH: 434px; HEIGHT: 425px" height=465 alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/68791/cuba.jpeg" width=395><br><br>Non si tratta di inni e di bandiere. Queste non sono significative se non in cuori puri e stagionati. Di quelli che scrivevano con il pennino intingendolo nel calamaio incastrato sul banco in legno.<br>Non si tratta nemmeno di patria, né conla maiuscola né con la minuscola. Qualunque persona che abbia del sale in zucca riconoscerebbe, al volgere della prima decade del secondo millennio dell’era volgare che non ci sono patrie. Semmai ci sono steccati tracciati con il sangue nel corso di secoli di aggiustamenti. Ci sono steccati che separano quelli che sanno da quelli che non sanno, quelli che possono da quelli che possono e quelli che vivono da quelli che sopravvivono.<br>Alitalia? La volevano i francesi, con pochissimi danni e molto “savoir faire” avrebbero risollevato il futuro di centinaia di lavoratori. Ma un malinteso patriottismo e una sopraffina stupidità hanno ottenebratolamente di tutti quelli che avrebbero potuto capire e avrebbero dovuto agire. Ed ecco il maestro degli inganni cogliere al volo, come è suo uso fare, l’opportunità in vista di una campagna elettorale meschina tanto quanto roboante.<br>E ce l’ha fatta a darla a bere a tuttii suoi elettori. Adesso Alitalia ènella merda e con essa i suoi lavoratori, quelli colpevoli, molto sindacalizzati e quelli incolpevoli dediti soprattutto al lavoro, magari molto poco sindacalizzati.<br>All’estero? Non voglio ripetermi. Tre mesi all’anno io all’estero ci vivo. Il lavoro me lo impone e non ci sono paesi in Europa che io abbia visitato in cui ci sia lo stesso andazzo qualunquista e becero, strafottente e borioso che c’è qui in Italia.<br>In quanto al “noi italiani” non mi va proprio di dire noi. Sono nato in una grande città italiana e, a meno di un anno d’età sono emigrato con la mia piccola famiglia, in Venezuela dove ci ho vissuto per i successivi undici anni.<br>Poi in Francia e in Spagna e in Svizzera. Ho passato un’estate in una dacia russa. Ho scambiato quattro chiacchiere con i finlandesi nel lontano 1975 e l’anno dopo ero a Stoccolma a lavorare per una copisteria e una lavanderia. Mi ci pagavo le vacanze e conoscevo persone.<br><br>Altrove c’è una discrezione che nasconde intelletto acuto e si vive con piacere. In Italia ci si mette in mostra senza pudore, ci si vergogna della prorpia ignoranza profonda e per questo si è arroganti e si vive di conflitti perenni con tutti.<br>Chi sorride più? che ironia si vede sui visi delle persone?<br>Solo rabbia e rassegnazione per taluni, rabbia e sopraffazione per altri.<br>Altro che patria e bandiere.<br><br>Gunnar</font></p>
<p><font face=Tahoma size=3>&nbsp;</font></p>]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94709"><![CDATA[Parliamone]]>
	  </category>
      <pubDate>Tue, 30 Sep 2008 13:49:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
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		  http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/post/2024607.html
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      <title><![CDATA[Forze dell’Ordine e Forze del Disordine]]></title>
      <description><![CDATA[<font face="Times New Roman" size=3><em><font face=Tahoma size=2>Verso lidi incontaminati e puri<br>vorrei andar<br>i miei desideri resi saturi<br>macchiati quei luoghi dovrei lasciar<br></font>GC</em><br></font>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>Ho finito i miei venticinque giorni di ferie.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img style="WIDTH: 157px; HEIGHT: 171px" height=143 alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/68791/caravella.jpg" width=120></font></strong></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>Sono di nuovo al lavoro e per tutto il mese di agosto, come in tutti gli ultimi quindici anni mi è accaduto, lavorerò in un deserto più o meno popolato da sudaticci commenti sul come eravamo e come diventeremo (governo ladro).<br>Ora si da il caso che i miei giorni di vacanza li abbia trascorsi tra la Francia e la Spagna. Ovviamente non ve li racconto. Per quello ci sono amici pazienti che in cambio di una cena si sorbiranno il filmino e i commenti. Ma voglio dirvi alcune città che ho (ri)visitato. Nizza, Tolone, Marsiglia, Avignone, Nimes, Montpellier, Beaucaire, Tarascone, Carcassonne, Perpignan, Girona, Leida, Barcellona, Valencia. Passando per alcuni centri minori e ficcanasando in luoghi piacevolmente tranquilli tra borghi e territori “percettibilmente” sani e accoglienti.<img style="WIDTH: 296px; HEIGHT: 173px" height=418 alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/68791/foto_persone_402.jpg" width=368>&nbsp;<font size=2><em>qualche parte nei caraibi</em></font></font></strong></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>Una vacanza da tempo progettata e finalmente realizzata. Quello che però conta non è la vacanza in sé ma ciò che ho rilevato, inevitabilmente, e che ho registrato mentalmente riproponendo l’eterno confronto con l’Italia.<br>Non ci sono dubbi che di luoghi belli l’Italia ne sia piena. Neppure v’è dubbio che le metropoli italiane siano ricche di storia e di grandi prospettive.<br>Ma non appena si varca il confine di stato sembra davvero di entrare in un altro mondo.&nbsp;E non solo dal punto di vista turistico. Intendo dire proprio dal punto di vista del vivere quotidiano.</font></strong></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>Servizi rapidi e funzionanti. Ascolto inesorabilmente attento da parte di chiunque, cortesia, afffidabilità delle informazioni, puntualità dei mezzi di trasporto, certezza delle tariffe e dei costi. Pulizia e ordine privi di maniacalità e appariscenza ma sensibilmente efficaci.<br>Una ammirevole e pacata forma di partecipazione collettiva tutta spinta alla ricerca dì una sorta di comune benessere.<br>Una filosofia semplice: Se il mio vicino sta bene ed è in pace con me anch’io starò bene e sarò in pace con lui. Semplice ed efficace.<br>Immagino che anche in Europa ci siano rancori, egoismi, avvocati e cause civili. Ma la sensazione generale è che ciò sia più un accidente che non una regola. Non si vive per attaccare e&nbsp;difendersi ma ci si difende se è necessario e si cerca di vivere il meglio possibile.</font></strong></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>In nessun luogo ho visto l’esercito a presidiare luoghi e territori. Per la verità non ho visto nemmeno la polizia, la guardia nazionale, la gendarmeria, o vigili urbani. Meglio essi c’erano ma con una presenza assolutamente discreta e del tutto accessoria. Salvo, quando necessario, essere tempestivi, presenti fermamente decisi a chiudere ogni problema velocemente ma con estrema cortesia, e incredibilmente efficienti nel&nbsp;rispetto&nbsp;da tutti.</font></strong></p>
<p><font face="Times New Roman" size=3><strong>Superato Mentone le autostrade (prive di buche, toppe, aggiusti e cantieri improbabili)&nbsp;prevedono aree di sosta con bagni, luce, panchine. Per camionisti e per turisti e per viaggiatori. Sono tutti tutelati nella loro necessità&nbsp;intrinseca a viaggiare con la migliore offerta possibile di assistenza quantunque indiretta. La segnaletica è chiara e avverte su cosa fare se serve. Non ho mai visto un cartello luminoso sprecato con informazioni stupidamente inutili e&nbsp;superflue.<br>I viaggiatori sembrano tutti presi da una sorta di pace interiore quasi mistica. Non superano i limiti di velocità, tengono la destra, avvertono delle proprie intenzioni, chiedono scusa quando devono fare manovre che possano in qualche modo turbare la tranquillità del viaggio altrui. E, udite udite, non accade solo in autostrada, accade anche nelle città, nei paesi, nelle strade secondarie… Ovunque.<br>Le persone addette a dare informazioni negli uffici pubblici, sorridono, magari lo fanno per contratto, ma lo fanno. E hanno anche il cartellino sul risvolto sul quale si legge il loro nome e cognome.</strong><a href="http://web.augsburg.edu/~adamo/history/study_abroad_france.html"><strong><img style="BORDER-RIGHT: 0px solid; BORDER-TOP: 0px solid; BORDER-LEFT: 0px solid; WIDTH: 255px; BORDER-BOTTOM: 0px solid; HEIGHT: 160px" alt=carcassonne src="http://web.augsburg.edu/~adamo/history/history_abroad_index_files/Carcassonne.jpg"></strong></a><em><font size=2>Carcassonne</font></em></font></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>Quando ho chiesto informazioni, ho ricevuto risposte chiare, facilmente verificate e puntualmente precise. Persino in caso di assistenza medica. Il dottore, medico condotto di un paesino in Spagna, recuperato al telefono della sua abitazione dal farmacista,&nbsp;mi ha invitato ad andare da lui per fare la medicazione di cui avevo bisogno. Non mi ha chiesto alcuna parcella, solo il costo del medicinale. Se si tiene conto che si trattava di una domenica mattina, che il medico era fuori servizio e che l’ambulatorio sarebbe rimasto chiuso per turno fino alla sera alle otto… Una gentilezza fatta al turista? Forse. Ho avuto la sensazione però che quel medico facesse il suo lavoro con un tipo di dedizione assolutamente improponibile in una qualsiasi struttura italiana di una qualsiasi città italiana.</font></strong></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>Inutile aggiungere lodi ai ristoratori, ai tassisti, agli agenti del traffico, ai baristi, ai commercianti, agli addetti degli uffici postali, al sindaco di Tossa de Mar, e a tutte le persone che la mia famiglia ed io abbiamo avuto modo di incontrare nel nostro veloce peregrinare turistico.<br>Tornare in Italia è stato vissuto male. Non si trattava di soffrire la fine delle vacanze. Si è trattato di riabituarsi alla paura, all’incertezza, al disagio, all’inquietudine.</font></strong></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>I giornali all’estero, tutti indistintamente dedicavano alla cronaca nera lo spazio necessario, poche righe, informazioni secche e semplici, di solito nelle pagine interne. L’informazione segue quasi sempre uno standard abbastanza consolidato. Grandi avvenimenti internazionali, grandi avvenimenti nazionali, grandi eventi culturali, grandi temi di economia. Quindi notizie interne di politica, di economia e di cultura. Solo in fondo si lascia spazio alle chiacchiere, ai pettegolezzi, ai commenti sulle faccende interne e alle facezie di personaggi in cerca di popolarità. In Italia accade ben altro: Grandiosi titoli per i pettegolezzi, Stupefacenti divulgazioni di notizie inverificabili. Enormi spazi alla cronaca nera anche quando non c’è nulla da scrivere. Straordinario fermento di informazioni su sbarchi di poveracci senza storia e senza futuro. E l’eterno tormentone politico di una classe dirigente inetta e ignorante.</font></strong></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>Mia figlia un giorno, a Barcellona,&nbsp;guardandomi con occhi luminosi mi ha chiesto: “pa’, ma dove sono i mendicanti?”<br>Non ci avevo fatto caso fino a quel momento. Ma di fatto, tutti i chilometri percorsi lungo le Ramblas e dentro il Barrìo non un solo mendicante, non uno “zingaro”, non un bambino sporco a chiedere elemosine.<br>Forse quel giorno e il giorno prima i mendicanti erano in ferie anche loro.<br>Ho risposto che la Spagna aveva fatto in fretta ad imparare che se ai poveracci&nbsp;dai una possibilità - anche piccola - di sentirsi persone civili e persone accettate, sicuramente non viene loro in mente di mendicare.</font></strong></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>Una nota finale è opportuna.<br>Quasi dovunque ho trovato menù, informazioni e indicazioni turistiche scritte in inglese, francese, olandese, spagnolo. Anche in greco. In un solo ristorante (italo spagnolo) ho trovato il menù tradotto anche in italiano. Evidentemente l’indice di popolarità degli italiani in Europa è piuttosto basso e nessuno si cura di elevarlo.<br></font></strong><strong><font face="Times New Roman" size=3>Per un momento mi sono sentito come un extracomunitario.<img style="WIDTH: 101px; HEIGHT: 97px" height=137 alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/68791/omino_mobile.gif" width=102></font></strong></p>
<p><strong><font face="Times New Roman" size=3>Gunnar</font></strong></p>]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94709"><![CDATA[Parliamone]]>
	  </category>
      <pubDate>Mon, 15 Sep 2008 06:05:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
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		  http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/post/1873643.html
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      <title><![CDATA[Non si può non capire]]></title>
      <description><![CDATA[<font face="Times New Roman" color=#000080 size=4> Non si può. Proprio proprio no.<br>Dunque riepilogando ecco i fatti.<br></font>
<ul>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Silvio Berlusconi ha governato con una maggioranza da paura alla camera e al senato per cinque lunghi anni sprgendo merda un po' ovunque.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>E' stato variamente apostrofato da giornali stranieri e, molto meno, da giornali italici.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>L'opposizione era inesistente, i sindacati erano imbavagliati, l'economia era al lumicino.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>I favori agli amici e agli amici degli amici erano un fatto di ordinaria amministrazione come nelle peggiori stagioni feudali dove conta la "fedeltà" non certo l'intelligenza né tantomeno la competenza.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>La gente ha protestato, ma nessuno se l'è sentita di dare l'assalto al palazzo d'inverno. Non è elegante. Solo i leghisti possono farlo, devono avere una licenza speciale.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>La magistratura è stata imbavagliata.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>I magistrati erano quasi tutti comunisti al soldo di della memoria di Stalin. E per questo dovevano essere messi in castigo anzi soffrire pagando di persona il solo fatto di voler far rispettare la legge...</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>L'ignoranza dilagante si è trasformata in materia prima, facilmente spendibile. E si sa la materia prima è cosa da preservare su tutti i mercati, non si sa mai quando potrà mancare. Inoltre la sua particolare natura la rende preziosa se chi vuol governare ha bisogno di gente che non pensi e non ragioni e non sia capace di argomentare.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>L'economia moribonda e asfittica veniva tenuta in vita con flebo di svendite all'ingrosso, condoni vergognosi e defenestrazione di personale competente per far posto a personale incompetente, ancorché creativo.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>L'informazione è diventata megafono del potere, quindi niente informazione seria ma solo cronaca, rosa e nera, sport, barzellette e depistaggi culturali di vario genere.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Per tutto il resto c'erano bavaglli di varia misura e colore.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Alla fine il tempo è scaduto e per non far apassare invano tanto sfacelo si fa una leggina elettorale da far vomitare i cammelli e con il preciso scopo di&nbsp; impedire a qualsiasi altra coalizione di governare. Il berlusca era stato astutamente consigliato da qualche strategha di marketing che ben conoscendo il mercato ha tratto profitto dalle debolezze dell'avversario.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Quest'ultimo fin troppo ingenuo non ha fatto altro che recitare un copione scritto in casa Mediaset e, illudendosi di essere originale, ha tentato di gorvernare.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Il Berlusca astutissimo, ma forse solo astutamente supportato, non doveva far altro che aspettare. I suoi avversari si sarebbero mangiati l'un l'altro.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>E ciò è puntualmente accaduto.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Ma non abbastanza in fretta il governo moriva. Quindi bisognava spingerlo un po', il precipizio era a portata di mano.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Ecco il Mastella. Personaggio ambiguo quant'altri mai, trasformista, subdolo, Gran parlatore e gran figlio di signora dai modi artatamente raffinati. Egli è il giusto ometto. Egli solo sa vendersi in modo da apparire caro e nascondere parti irrimediabilmente&nbsp;avariate.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>La sinistra radicale rompe, non capisce, sbraita contraddizioni fuori luogo e fuori tempo, ma memore della precedente esperienza mai avrebbe fatto prevalere i propri mal di pancia sul governo. Avrebbe tentato in ogni caso di tenerlo in vita.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Non Mastella. Egli non è ideologicamente orientato. Egli è orientato ai suoi quattrini e al suo potere terreno. Egli è la faccia ripulita di un mondo sporco che alberga in molte pieghe del&nbsp;meridione: un falso galantomismo da barracuda, Egli è perfetto per i disegni di Berlusca. E non si troveranno mai le prove che forse sotto banco un accordo tacito c'è pure stato.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Non si fa cadere un governo per un affaruccio personale. Ad uno statista sta a cuore lo Stato, ma Mastella non è uno statista e dello Stato non gliene frega niente.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>E l'onore di Prodi, la sua rettitudine, o la sua ingenuità, gli ha imposto di dare le dimissioni.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Era quello che si voleva a destra. E bottiglie di spumante in aula ne sono la dimostrazione.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Elezioni dunque.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Ma Walter Veltroni spaizza tutti. Egli ha avuto uncolpo di genio. Troppi canterini a sinistra. Occorre sfoltire.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Corre da solo e mette in crisi tutti i sondaggi del Berlusca, addirittura per un momento sembra che possa davvero farcela. E non è casuale che il cavaliere ricominci con la solfa dei comunisti e delle tasse... Vuole rinfocolare un po' di paura sotto cenere.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Alle elezioni "la gente" vota come la pancia suggerisce.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Ed ecco il risultato. tutto sommato abbastanza prevedibile nella sostanza se non fosse per due dettagli.</font></li>
<ul>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>La lega diventa una forza enorme che altrimenti il Silvio sarebbe morto politicamente.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>La sinistra estrema nelle sue facce inconciliabilmente simli e divergenti sparisce dall'orizzonte parlamentare.</font></li></ul></ul>
<p><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Conclusioni? (per ora)<br></font></p>
<ul>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Eccone una per la sinistra radicale:&nbsp;ci sono cinque anni per pentirsi di aver parlato troppo e aver fatto poco.</font></li>
<ul>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Invece di opporsi a sé stessi avrebbero dovuto fare in fretta a seguire le linee di governo, nuova legge elettorale, conflitto d'interessi e risanamento economico erano le priorità. Il resto poteva aspettare. Quella era un'attesa ragionevole. Ora è solo una lenta agonia.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Invece di disquisire sulle crisi di coscienza avrebbero dovuto dimostrare una ferrea e granitica volontà di reggere le sorti del Paese e non ascoltare le voci della base che è sempre e solo orientata sulla propria pancia.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Avrebbero dovuto, almeno una volta, annullarsi in un unico corpo dedito al bene comune. Se avessero fatto così ora starebbero a discutere su come ridistribuire un po' di ricchezza. Invece stanno discutendo di cosa fare dopo il corteo funebre.</font></li></ul></ul>
<p><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>&nbsp;</font></p>
<ul>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Eccone una per "la gente" che ha votato il berlusca: Imparerà a soffrire, un po' per volta, in cinque anni, diventerà più poverà. Ma non avrà tempo di pentirsene però perché</font></li>
<ul>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>sarà troppo occupata a "consumare" telefonini, scarpe, tv, musichette e ballerine a chiappe in vista.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>sarà occupata a fare concorsi, a comprare porcate, a ripulire l'auto ogni domenica nel cortile dietro casa e a seguire la partita di calcio ogni giorno e in ogni replica.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>sarà troppo occupata ad essere distratta mentre altri fanno leggi schifose, metteranno loro le mani in tasca e li deruberanno legalmente, li metteranno nell'angolo fino a che nonsaranno consunti.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>sarà troppo occupata ad avere paura di qualche straniero per temere i furfanti e i truffatori della porta accanto e&nbsp;dei palazzi di governo.</font></li></ul></ul>
<p><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>&nbsp;</font></p>
<ul>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Eccone una per Veltroni: Sarai attaccato, diranno che hai voluto far di testa tua, diranno che non hai ascoltato i buoni consigli, che non hai saputo rivolgerti agli indecisi e che la tua richiesta di voto utile è stata una pugnalata ai compagni della sinistra.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Diranno che adesso dovrai ascoltare.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Diranno che l'opposizione da solo nonsi può fare</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Diranno che in fondo Grillo ha dato voce a quella gente che tu volevi coinvolgere e che non hai saputo avvicinare.</font></li>
<li><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Diranno molte cose.</font></li></ul>
<p><font face="Times New Roman" color=#000080 size=4>Credo che tu non debba ascoltare se non quello che serve.<br>Gunnar</font></p>]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94709"><![CDATA[Parliamone]]>
	  </category>
      <pubDate>Wed, 16 Apr 2008 20:05:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
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      <title><![CDATA[Ascolto]]></title>
      <description><![CDATA[&nbsp;<font color=#8b0000 size=4>Prima di tutto convincere qualcuno che vale ancora la pena di esistere, politicamente parlando.<br>Poi convincere gli stessi che si può e si deve far sentire non solo la propria voce ma amplificare la voce della comunità e non solo quella di riferimento.<br>Infine ascoltare.<br>Vi siete mai soffermati un momento ad ascoltare chi vi parla? A passare oltre le sue parole e capire ciò che vi sta veramente dicendo? Avete mai prestato attenzione alle sue parole e al significato che vi è implicito oltre quello puramente fonetico? Avete mai acquisito attraverso il suo sguardo e i suoi movimenti la sua percezione del mondo?<br>Avete guardato nel profondo dei suoi occhi la necesità di dirvi qualcosa che non è in grado di dire se non con quello strumento approssimativo che è la comunicazione quotidiana nei rapporti fugaci, rubati al tempo nemico, al lavoro tiranno, alla famiglia che tutto fagocita ecc?<br>Insomma vi siete mai, una volta almeno, fermati a capire che il vostro interlocutore oltre a "dire cose" esprime un desiderio, una denuncia, una condizione di vita, un tipo di scelte, una sofferenza o una felicità che non ha altro modo di venir fuori?<br>Anche quando con un tale interlocutore vi scontrate, e vi mandate reciprocamente&nbsp; aff... avete mai preso un momento di respiro per chiedervi "ma cosa sta accadendo?" "perché, oltre l'evento scatenante, sto dicendo e facendo queste cose e perché lo fa lui?"<br>E' un attimo, basta una frazione di secondo per elaborare la rabbia, ma anche l'allegria, la violenza, l'accondiscendenza o semplicemente il "senso" delle cose e delle parole.<br>Sono cero che l'avete fatto, almeno una volta l'avete fatto e vi siete resi conto di quanto spreco di energia senza scopo. Avete metabolizzato l'accaduto e l'avete catalogato tra le cose da dimenticare, ma avete serbato il vago ricordo di una piccolissima nemesi privata che vi ha dato un momento di luce intensa.<br>E poi vi siete messi alla ricerca di una occasione che ve ne rendesse più chiari i contorni. Una ricerca che potrebbe diventare eterna se non fatta con l'ascolto intenso, con la partecipazione, con la volontà incrollabile di capire fino in fondo ogni dettaglio dell'anima di chi ci sta di fronte.<br>Non si arriverà mai a tanto probabilmente, ma il solo fatto di provarci è il segno di una civiltà nuova.<br>Una buona giornata a tutti voi. Li troverò cinque da convincere, ne ho già trovati tre che non sono più tanto convinti di rinunciare a basta.<br>Una nuova civiltà.<br>A pensarci bene basterebbe una nuova forma di cultura, anche in embrione per riavviare il motore dell'intelletto.<br>Gunnar</font> ]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94709"><![CDATA[Parliamone]]>
	  </category>
      <pubDate>Tue, 25 Mar 2008 06:46:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
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      <title><![CDATA[I luoghi della memoria]]></title>
      <description><![CDATA[<font color=#4b0082><em><font face=Tahoma size=4>&nbsp;Ripensare il tempo che è trascorso, da quando progettavo una vita felice.<br><br></font></em>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>RICORDANDO MATILDE</em></font></span></p>
<p><font face="Times New Roman" size=4><em></em></font></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Meditazioni, azioni, funzioni</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>colloquiali, labiali, palatali,</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>epiteliali convinzioni</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>senza senso né cemento interstiziale</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>né commento collegiale</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>oppure solo emolumento a memorie</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>e storie e glorie in fermento.</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Pausa</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Ritornello</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Andante con brìo</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Rumorosa fonte di pensiero</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>maldestro, funesto, nefasto</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>con la bellezza del mondo</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>in aperto contrasto</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Volo di vocalizzi mortificati nel timbro</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>nel gusto</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>nel mesto pensiero</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>d'un significato veritiero</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>o solo sincero</em></font></span></p>
<p><font face="Times New Roman" size=4><em></em></font></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Pausa</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Secondo ritornello</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Andante</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Ritmo inopportuno</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>sconfitto, distrutto</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>o anche</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>astratto, contratto, costretto, distratto</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>in viuzze cerebrali</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>anguste</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>precocemente vetuste</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>labilmente onuste</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>contorte, ritorte, morte</em></font></span></p>
<p><font face="Times New Roman" size=4><em></em></font></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Lento</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Canzoni partorite in menti diafane</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>melanconiche, paranoiche, schizofreniche</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>cantate da povere procacità occhiute</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>colo rosso e col nero truccate</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>le labbra finte</em></font></span></p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><br style="PAGE-BREAK-BEFORE: always" clear=all></span>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>sporgenti le mammellute cantanti</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>dalle gole straziate</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>refoli rochi</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>mostri maldestri maestri catarrosi, chitarrosi</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>megafonici microfonici</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>microcefaluti occhialuti di fresco sbrinati</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Pausa</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Epilogo</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Sommesso</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Ricordo Matilde</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>sconosciuta vocalista</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>rapsodiante</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>in oscure balere</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>in fumose osterie</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>o inconsistenti taverne romagnole</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Non parla</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>farfuglia sifula</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Non ride </em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>grufola</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Non vive più senza una cannula</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Canterini d'Itala terra unitevi al coro</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>felicità sarà regina</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>si vivrà combattendo e vincendo e mangiucchiando</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>merendine mutandine</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>lampadine e natalizie candeline</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>si vincerà lo zainetto</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>il clarinetto</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>l'orsacchiotto rimbalzante sul morbido bianco</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>bucato fatto a mano o in lavatrice</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>e sorbetti e chierichetti capelluti</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>sul palco della piazza</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>urlante di frenetica pazzìa corale</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>e altro ancora si vincerà</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>ogni cosa un quiz sommergerà</em></font></span></p>
<p><font face="Times New Roman" size=4><em></em></font></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Cantan tutti</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>granatieri bersaglieri moschettieri</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>mezze tacche ai ministeri</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>manigoldi tra popolari cantieri</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>avieri cementieri ferrovieri</em></font></span></p>
<p><font face="Times New Roman" size=4><em></em></font></p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><br style="PAGE-BREAK-BEFORE: always" clear=all></span>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>corruttori firmatari parlamentari</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>nuovopoloavanzanti</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>e pattumieri</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>forgiatori di schede sondaggiste</em></font></span></p>
<p><font face="Times New Roman" size=4><em></em></font></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Ad libitum...</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>Non c'è solo la miseria</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>c'è anche vaga</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>una stoica ironìa</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>che la morte silenziosa</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>porta via</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>...rta via</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>...via</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>...ia</em></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Courier New'"><font face="Times New Roman" size=4><em>...a<br></em></font></span></p>
<p><font face=Tahoma size=4><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/68791/foto_klimt2.jpg"></font></p></font>]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94633"><![CDATA[Diario]]>
	  </category>
      <pubDate>Tue, 04 Mar 2008 07:40:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
      <link>
		  http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/post/1802854.html
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      <title><![CDATA[Il significato della mano destra e della mano sinistra]]></title>
      <description><![CDATA[<p align=justify><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>N</font><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>on riverso parole su questi fogli virtuali da diverso tempo.<br>Non è pigrizia, neppure disinteresse e non ancora ho intravisto vacanzein un prossimo futuro.<br>Motivi a chili mi costringono, lavoro, famiglia e minuzie di varia natura si accavallano le une sulle atre a diluire le mie giornate in limpide fatiche “sisifee”, se mi passate il brutto termine, naturalmente.</font></span></p>
<p align=justify><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>Comunque la stanchezza predomina e non riesco a tenerla a bada.</font></span></p>
<p align=justify><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana size=4><font color=#4b0082>Alcune riflessioni questa sera vorrei anche farle, ora che ho un po’ di calma nella testa.<br>Mi tornano in mente alcune letture recenti e da esse prendo spunto e assunto.<br><br>Vi si sostiene che siamo merce, siamo diventati noi stessi merce, siamo spersonalizzati, siamo “<em>de-psicologizzati</em>” e lo scopo è solo quello di rendere efficace la nostra esistenza attraverso la mercificazione dei beni e la mercificazione dell’anima. Siamo quello che compriamo e quello che consumiamo.<br>Ma siamo anche quello che di noi riusciamo a mettere in piazza. Siamo anche, cioè, quello che vogliamo far apparire al mondo.<br></font></p></font></span>
<p align=justify><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>Quasi che non aspettassimo altro che compiacere un mondo che, evidentemente, riteniamo molto migliore di noi stessi e da esso dobbiamo aspettarci approvazione.<br><br>Sembra che sia andato smarrito il “pudore”.<br><br>Un noto sociologo e opinionista lo afferma e lo ha fatto pubblicare su un quotidiano. L'ho letto e ne sono riamsto colpito… Ma ancora non ho deciso in che modo mi ha colpito. Anche se la teoria che vi si afferma è intrigante e sostanzialmente condivisibile. L’intelaiatura del ragionamento è convincente.<br>E, in definitiva, per il modo in cui si sono disposte le faccende del vivere quotidiano, almeno nel nostro paese, non vi sono troppi margini di interpretazione. Quindi perché non prendere per buona quella teoria e provare a vedere se è oltre la condivisibilità teorica per essere considerata reale struttura?<br></font></span></p>
<p align=justify><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>In altri termini perché non accettare che il tempo dell'immaginazione e dell'enfasi per un futuro da realizzarsi sia terminata e sia invece viva solo la necessità di cercare motivi di pura sopravvivenza?<br><br>In fondo, però qualcuno, molto prima l’aveva già sostenuto che il tempo del mercato avrebbe distrutto il tempo degli eroi.<br>E come si sa gli eroi vivono solo se possono essere simbolo e metafora della rettitudine e della purezza.<br>Essi sono il luogo della giustizia materializzata che consente agli umili di avere la loro dose di riscatto etico e di rivincita sul potere. Ovvio che quando gli eroi si materializzano <em>de facto </em>non sono più tollerati, oppure diventano principi oppressivi e intolleranti.<br>Il mito del bono governo passa attraverso la demitizzazione ell'eroe, ma non attraverso il suo superamento.<br>L'aspirazione ultima è il benessere dei più (non certo di tutti) ma sarebbe meglio aspirare a che lo sia per tutti. E' così almeno nelle buone intenzioni degli intellettuali. Sempre loro.<br><br></font></span></p>
<p align=justify><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font color=#4b0082><font face=Verdana><font size=4>Quando ciò non si verifica qualcosa è andato storto. Ma potrebbe invece essere che è andato tutto per il verso giusto nelle intenzioni di chi voleva attuare il progetto e ha mentito sulle sue vere </font></font></font><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>intenzioni<br></font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font size=4><font color=#4b0082><font face=Verdana><font color=#4b0082><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><br><font size=4><font face=Verdana color=#4b0082>Chissà qual è la condizione che ora stiamo vivendo?<br>Gli </font><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana color=#4b0082>eroi oggi li riteniamo esistenti e convincenti oppure sappiamo, intimamente convinti, che essi siano </font></span></font></span>sempre </font></font></font><font color=#4b0082><font face=Verdana>e somunque un mito di cui tener conto solo per capire e mai per attuare qualche progetto sociale?<br><br><br><font color=#4b0082>H</font></font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font color=#4b0082><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>o la propensione a credere che in molti hanno voluto credere alle buone intenzioni conclamate e non si siano resi conto di quanto fossero intenzioni “turlupinatrici” e false. Errori di valutazione? Potrebbe anche essere. Ma un errore certamente indotto ad arte. E in un Paese in cui la cultura (nel senso della conoscenza solida e diffusa) è solo una vaga idea che non vale come vero e proprio riferimento, neppure statistico, cadere in un simile errore è cosa assolutamente inevitabile.</font><br></font></span></font></font></p></span></span></span></span>
<p align=justify><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>Allora la domanda che resta è facile: quando accadrà di passare dalla fase “<em>ci siamo forse sbagliati</em>…” alla fase “<em>ci siamo sicuramente sbagliati e bisogna porre rimedio all’errore</em>”?</font></span></p>
<p align=justify><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>I tempi stanno diventando strettissimi. Per quel che ne so mancano poche settimane.</font></span></p>
<p align=justify><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>La sbandierata economia concorrenziale del libero mercato non si può verificare con le premesse attuali e a cascata ogni atto “progettuale-teorico” o “pragmatico-istituzionale” dei nuovi “padroni del vapore” non fa che aggravare ulteriormente la situazione.</font></span></p>
<p align=justify><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>Credo che il futuro che ci viene preparato con tanta meticolosa pervicacia sia piuttosto oscuro e triste. Non ci resta allora che diffondere almeno un piccola mistura di ottimismo e paura. La paura del peggio che si potebbe materializzare e l'ottimismo che qualche possibilità di rivincita dell'intelligenza sulla stupidità sia pur possibile.<br></font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><br><font face=Verdana color=#4b0082 size=4>L'alternativa è cadere nei tranelli.<br>Ho anche sentito dire che le regole quando sono condivise sono regole che nonpossono essere più messe in discussione. <br>Non so chi sia colui il quale sia veramente convinto che le regole, per quanto condivise, siano un ostacolo a chi abbia voglia di stare dalla parte dell'impunità, dell'indecente reazionarismo diffuso, dell'ingordigia del capitale finanziario che tutto fagocita, persino le buone intenzioni.<br>Non so chi si voglia davvero incamminare lungo la via dell'approssimazione al centro dove per centro si vuole sempre e solo intendere coloro che persistono&nbsp;nell'incertezza e nell'incapacità di scegliere.<br>Non capisco&nbsp;perché si voglia a tutti i costi imporre una dizione pericolosamente vicina all'ipocrisia, una dizione tipica di chi vuolela moglie&nbsp;perennemente ubriaca e la botte indefinitamente piena. Una dizione come "centrosinistra"<br>Ma che diamine! Io non ho una mano i centro sinistra e una di centro destra. A meno chenon stia pregando alla vecchia maniera.<br><br>Ho una mano&nbsp;sinistra e una mano destra e scelgo cosa usare quando decido di farlo.<br><br>Soprattutto scelgo.<br>&nbsp;<br>Gunnar</font></span></p>
<p></p>]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94709"><![CDATA[Parliamone]]>
	  </category>
      <pubDate>Sun, 24 Feb 2008 22:43:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
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		  http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/post/1801599.html
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      <title><![CDATA[Le domande...]]></title>
      <description><![CDATA[<strong><font face="Times New Roman" color=#4b0082 size=4>&nbsp;Vado a leggere il blog di Grillo e vi trovo tanti commenti, a volte vi trovo invettive a volte (raramente) dei ragionamenti.<br>L'ultimo che ho letto mi ha lasciato alquanto sorpreso.<br>Se è vero che la forma delle cose cela anche la sostanza allora presentare le cose secondo una "certa foma" potrebbe essere illuminante.<br>Mi chiedo, quindi, se le domande che vengono poste sono così semplici perché non vi si puòò dare risposte altrettanto semplici?<br>E, ancora, se moltissime persone fanno simili domande non sarà che c'è qualcosa di sbagliato nella dichiarazione d'intenti dei politici e soprattutto tra coloro che, come&nbsp; Veltroni, dichiara&nbsp; ogni intenzione di cambiare il corso delle cose?<br>Nonc'è alcun motivo di dubitare di Veltroni e delle sue buone intenzioni. Ma lo sa il buon Walter che le persone "normali" sono profondamente incolte (per la maggior parte) e non hanno voglia di applicarsi a capire le differenze? seppure percepiscono che ci siano delle differenze tra le proposte dei vari candidati?<br>Leggete qui sotto quello che ho trovato e ditemi cosa posso rispondere a chi mi fa domande di questo tipo.</font></strong><br>
<p><font face=Tahoma><em>IL TORPEDONE DI VELTRONI<br>Resto in attesa del carrozzone circense di Veltroni, qui a Genova.<br>Spero di potergli fare un po' di domande:<br>Bassolino ,che fine farà? (non avete notato che si sta glissando ,Veltroni si è riempito la bocca di "nuovo", io che sono diffidente sono sicuro che lo stanno infilando "di straforo" nella lista, cercando di camuffarlo,con una parrucca o con un "alias")<br>Crea, in Calabria, sarà per caso candidato?<br>Che proposte avete per la situazione radio-televisiva?<br>Che mi dite delle leggi "ad personam"?<br>Di europa 7 non ne parliamo, chi deve rimborsare il danno di quei mafiosi di Arcore e dintorni?<br>Il vecchio di Arcore è stato riabilitato definitivamente?<br>Il vecchio di Arcore, inquisito per "motivi politici" (?????) è legittimato a guidare una coalizione politica?<br>Che mi dice delle dichiarazioni di Violante, sul patto di "non belligeranza" con Mediaset, di quindici anni fa?<br>Pensate di smetterla di tagliare i fondi ai comuni, che sono indirizzati per definizione alla spesa sociale o intendete continuare a perseguitare i cittadini, costringendo i comuni ad aumentare oltre ogni limite Tarsu,iCI, addizionali IRPEf e via col tango?<br>In presenza di quanto sopra,quando parlate di 1000 euro al mese mi state prendendo per il culo?<br>Dove pensate di tirar fuori i soldi?<br>Che mi dite delle vessazioni bancarie?<br>Che mi dite del monopolio dell'energia?<br>Come intendete contrastare la resistenza dei cittadini a Vicenza, in Val di Susa, in Campania?<br>Con manganelli e gas lacrimogeni?<br>Come pensate di conciliare il giustizialismo di Di Pietro con la corruzione endemica, all'interno del PD?<br>Perchè Di Pietro ha presentato un proprio programma?<br>Qual è la vostra proposta economica, strutturale?<br>Quale pensate siano le risorse italiane, in termini di sistema industriale e produttivo , in grado di invertire la tendenza "a precipizio a rotta di collo, in un buco nero"?<br>Altro che Yes we can ,calci in culo fino alla destinazione successiva, senza torpedone...<br><font size=4><font face="Times New Roman"></em><br><font color=#4b0082><strong>Come si può notare oltre a certa evidente acredine e alle molte inesattezze, c'è anche un fondo di inaccettabile confusione. Chi è responsabile di cosa? Chi vuole affrontare cosa? E come?&nbsp;E Perché?<br>Non si dice nulla sulle intenzioni del PD ma lo si mette nello stesso crogiolo di balbettanti crapuloni affaristi e polititcanti mangiapane.<br>Ovviamente nonè così che si progetta il futuro. E neppure lè così che si involgia la gente a fare le scelte, nel bene e nel male.<br>Ciò che intendo dire è che se pure fosse tutto vero (in parte certo lo è) e se pure esistessero condizioni disastrose e fortemente invitanti all'astensione dal voto o alla possibilità di votare una lista civica, certo un discorso del tipo che ho riportato non aiuta a scegliere.<br>Io non saprei più da che parte girarmi. Non saprei cosa fare. E il mio dubbio non potrebbe che accrescersi, dilatarsi, espandersi fino a ritenerlo una inutile appendice del sistema. Potrei dunque fare una sola scelta: andare al mare...<br>Ricordo che ci sono stati diversi inviti ad andare al mare in un recente&nbsp;passato. Cosa fare adesso?<br><br>Per quello che mi riguarda so esattamente cosa fare. Ma continuo a pensare alla casalinga con due o tre figli, al pensionato che passa le ore al bar o girando per strade affollate di autovetture impazzite, pensando alla mia collega di lavoro la cui unica fonte di interessi sembra risvagliarsi solo con l'ultimo episodio di fiction mandato in onda da qualche benemerita televisione.<br><br>Mi sembra che la realtà sia sofferente più di quanto sia possibile capire guardando il mondo dal finestrino di un torpedone.<br><br>E se pure la realtà è percebile da quello strano punto d'osservazione, credo che delle risposte a quelle domande vadano date.<br><br>Gunnar<br></strong></font><br><br></font></font></font></p>]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94709"><![CDATA[Parliamone]]>
	  </category>
      <pubDate>Sat, 23 Feb 2008 22:30:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
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		  http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/post/1788923.html
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      <title><![CDATA[Dei giornali un ricordo]]></title>
      <description><![CDATA[<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Erano tempi diversi. Si candidava l'anno 1968 ad essere l'Anno del Grande Cambiamento. Tuuto si rinnovava, in bene o in male non saprei. Credo dipenda dai punti di vista dei partecipanti. E i partecipanti nel 1968 erano davvero innumerevoli.<br>I giornali avevano ancora il sapore della notizia nella loro essenza. C'erano ancora editori coraggiosi, persone che sapevano guardare al futuro e alla comunicazione come strumento di informazione e non solo come strumento di pressione.<br>I giornali, rispetto alla attuale vacua logorroicità, quelli di allora mi sembrano concisi addirittura e, poi, pieni di notizie.<br>Giornali concisi, la notizia, innanzi tutto, la composizione, l’elzeviro rigorosamente in terza, il commento immancabilmente in prima colonna d’apertura e il fatto sotto cinque o sei colonne con caratteri a scatola in prima centrale. E quei commenti, le frecciatine in taglio basso e i rimandi alla cronaca in quinta.<br>Ricordo quei giornali.<br>Fin troppo bene.<br>Ne ho una memoria lucidissima quasi come l’odore del piombo che un tempo la faceva da padrone in tipografia.<br>E ricordo il caporedattore, sempre arcigno e scomposto rinviare al mittente i “pezzi” da rivedere, o da “rifare”, magari a un’ora dalla chiusura, perché troppo contorto, o troppo lungo, o troppo ambiguo, o troppo condiscendente, o troppo tenero, o troppo pietoso, o troppo sferzante… C’era sempre qualcosa di troppo.<br>Un terzo dei lettori era semianalfabeta, l’altro terzo il giornale lo leggeva solo sulle spalle dell’acquirente, e non solo in senso metaforico, il terzo rimanente voleva capire quello che leggeva sempre senza troppe evoluzioni linguistiche o neologismi astrusi, o rinvii a detti altrui che non dovevano essere mai dati per acquisiti.</font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Il mio esame da pubblicista, ero così giovane che quasi mi vergogno di quella mia presunzione, fu una indicibile sofferenza. Nemmeno all’università, mentre preparavo l’esame di Etica sul tomone di Benedetto Croce, mi sono sconvolto le giornate in quel modo. E all’epoca quegli esami li diedi in contemporanea.<br></font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Adesso son rimasti gli analfabeti. Che sembrano essere aumentati. E i giornali sembrano per la maggior parte diventati contenitori d'insulti e di inutili ciance. Oppure megafoni prezzolati.<br><br>Poi gli anni passarono e mi ritrovai degli studenti a cui raccontavo teorie incredibili sulla “comunicazione” sulla teoria della linguistica, sulla composizione della retorica ad uso dell’argomentazione, sulle finalità della semiotica.</font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Ho divorato commenti e testi impossibili convinto che la “conoscenza” fosse non soltanto un “<em>accumulo</em>” ma anche un archivio intimo e selettivamente scelto di “<em>informazioni</em>”.</font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Nel 1980 leggevo ancora una rivista per addetti ai lavori “Comunicazione di Massa” su cui scrivevano le “grandi firme di oggi” (Furio Colombo, Carlo Sartori, Roberto Faenza… Ricordo un gustosissimo intervento di Tiziana Piazza sull’intervista televisiva. E ricordo un intervento di Jean Voge sulla possibilità di sottrarsi al dominio dell’informazione pilotata ricorrendo alla parcellizzazione assoluta dei centri di formazione e divulgazione dell’informazione, un intervento ricco di tecnicismi e di grafici a corredo.<br><br>Un cammino lungo e complesso la comprensione della tecnica di comunicazione. I giornali sono il primo veicolo di comunicazione di massa vero e proprio dopo i cantori delle piazze tardo-medioevali e gli strilloni di bandi regi che giravano nelle contrade e nelle calli e nei vicoli affollati da pezzenti&nbsp;da borghesi e da&nbsp;signori dal sangue blu.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"><font size=4><font color=#8b0000>Nel 1962 <em>l’University of Toronto Press </em>diede alle stampe un libro che avrebbe fatto la storia della moderna teoria della comunicazione di massa: <em>The Gutemberg Galaxy- The Making of Typographic man, autore Marshall McLuhan. </em></font></font></font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Era una specie di rivoluzione culturale per la comprensione del rapporto tra informazione e fatto, tra informazione e suoi mezzi di diffusione. In Italia sarà resa al grande pubblico solo nel 1976 dall’editore Armando Armando. Ma naturalmente furono in pochi a coglierne la portata strutturale.<br>A quell’epoca andavo in autostop a Bologna a sentire le chiacchierate di “Eco” che era ormai noto come l’autore di “Apocalittici e Integrati”.</font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Il mondo è troppo grande, mi dicevo, per essere racchiuso in uno “slogan”. E me lo sono ripetuto fino alla nausea per dieci anni fino a quando agli inizi degli anni ottanta, sbarcato a Milano per caso, mi ritrovai coinvolto nel più straordinario processo produttivo del secolo: un’intera città si poteva bere! E cercai una qualche fontanella, magari piccola a cui attingere anch’io che avevo già accumulato un’enormità di cose da raccontare e molte le avevo già raccontate offrendomi spazi nuovi di memoria.</font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>La trasformazione è stata inizialmente sotterranea, se ne accorsero in pochi e poi, d’improvviso, come un’esplosione, un’efflorescenza, un’eruzione, il “sistema” si è animò prendendo&nbsp;una forma insopportabilmente inafferrabile.<br>Il sistema divenne fluido e plastico.<br>Non c’era più il fatto prima e l’informazione del fatto poi con un lettore destinatario dell’informazione. I tempi si sono accorciati in modo indicibile e il fatto è mentre lo si racconta. Dunque non può essere “oggettivamente” lucido ma “deve” essere partecipato emotivamente da chi lo riferisce.<br>Dunque l'intervista diventa "la notizia". E il commento all'intervista diventa l'informazione.<br>L’intervista è la cosa più disinformativa che si possa inventare, è l’antigiornalismo per definizione, è in sintesi, un’imbecillità tanto più grande quanto più la notizia è grossa. L’intervista non riferisce un fatto, a meno di non considerarla essa stessa il fatto. Ma ciò naturalmente è autoreferenzialità pura è quindi inattendibile. La notizia non può essere solo riferita.</font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Le auree cinque essenze dell’informazione <em>(who? where? what? when? why?)</em> spariscono per lasciare il posto ai si dice, ai forse, alle iperboli semantiche, ai traslati linguistici, ai rimandi criptici. E alle chiacchiere asfittiche degli intervistati, ai loro balbettii, alla loro incredibile afasia, segno di poco vigore intellettuale.<br>I tempi del <em>"mi darebbe un aiutino?" </em>son prossimi.<br>Del <strong>fatto </strong>in fondo interessa poco o punto quel quaranta per cento di mezzi lettori. Ai rimanenti lettori interessa l’interpretazione che consente di poter parteggiare.<br>Chissà.<br>Il particolarismo duecentesco, contradaiolo e toscano si è diffuso nello spirito nazionale insieme alla lingua. <br>Ma quel che conta non è <em>pensare </em>e <em>decidere </em>quanto riuscire a trovare qualcuno che possa decidere come noi in modo da soffrire meno di solitudine intellettuale e morale (mammismo italico anche nell’intelletto?)</font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>A Milano tutti i fenomeni peggiori diventano merce e prodotto di scambio, si ingigantiscono per effetto della loro monetizzazione.<br>Dopo che ci si è bevuta un’intera città si è tentato di bere un’intera nazione. E quasi ci riuscivano alcuni, anzi per un po' se la sono persino bevuta.</font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Il giornale non si legge. Se lo si volesse fare diventerebbe un’occupazione a tempo pieno (e per alcuni lo è di fatto e anche ben retribuita).</font></p>
<p><font face="Times New Roman" color=#8b0000 size=4>Il giornale lo si compra, lo si sfoglia e si vanno a cercare le cose che interessano. Ho conosciuto un tale che comprava solo la Gazzetta dello Sport. Poi improvvisamente s’è messo a compare e leggere altri due quotidiani, d’improvviso. Sbalorditivo, mi sono detto. A domanda curiosa m’ha risposto che in realtà a lui interessava solo sapere come finiva la vicenda di Cogne… Una “soap opera”. Ecco quello che devono fare i giornali per farsi comprare e leggere. E infatti sono triplicati in volume, hanno duplicato gli spazi per inserire spazi pubblicitari (il vero sostentamento) e si sono ridotti a commentare i commenti commentati da altri così si possono riempire pagine e pagine e pagine senza scrivere quasi nulla di interessante.<br></font></p>
<p><font size=4><font color=#8b0000><font face="Times New Roman">E soprattutto senza dover necessariamente farsi nemici alcuni che porebbero anche comprarseli...<br>Se lo si chiedesse a Peirce direbbe che la Comunicazione altro non è che una metasemiosi della prassi. Ma sarà meglio che qui mi interrompa. <br><br></font><font face="Times New Roman">Gunnar</font></font></font></p>
<p></p>]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94633"><![CDATA[Diario]]>
	  </category>
      <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 18:20:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
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		  http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/post/1780283.html
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      <title><![CDATA[L’agire in sincronia con gli altri significa aumentare le possibilità di scelta.]]></title>
      <description><![CDATA[<strong>&nbsp; <font size=3><font face=Tahoma><font color=#4b0082>Il comportamento è oggettivo, non così il pensiero. </font></font></font></strong>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>Esso è sempre e solo soggettivo, anche quando lo si vuole esternare ad altri, anche quando lo si espone con dovizia di particolari e abbondanza di connotazioni emotive. Non si scappa. Non c’è modo di rendere partecipi gli altri, per quanto gli altri siano attenti e volenterosi, del pensiero che produciamo. Almeno non completamente. Ed il margine che conta, quello che rende una parte di noi del tutto inaccessibile. </font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>E noi stessi ne siamo consapevoli fino ad un certo punto. Talvolta il nostro livello di consapevolezza è estremamente basso, appena percepibile. </font></p>
<p><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>L’esperienza che abbiamo degli altri è nella sua essenza esperienza di ciò che vediamo e di ciò che sentiamo. Accanto possiamo porci l’esperienza delle nostre emozioni intime, dei nostri ragionamenti, delle nostre sensazioni così come l’impatto con gli altri ci fanno percepire. </font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3><em>Uno mi sta parlando: ascolto le sue parole, non lo interrompo se non per capire qualche dettaglio, guardo i suoi gesti che “parlano” talvolta meglio delle sue parole e talvolta le contraddicono o le avvalorano</em>. </font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3><em>Guardo attraverso i suoi occhi il mondo che egli mi sta disegnando, è un mondo possibile. Ma non è un mondo reale, è un mondo di riporto, è il mondo che sto ascoltando, sono parole che costruiscono una narrazione a cui, se volgio, posso aggrapparmi se è mia intenzione entrare nella dimensione sincrona, se voglio cioè entrare in sincronia con lui. </em></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3><em>Poi rientro nel mio mondo reale e riacquisto una dimensione asincrona in cui posso decidere cosa fare e come farlo. </em></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3><em>Quando sono di fronte ad uno che mi propone il suo mondo posso decidere se ascoltarlo, accettarlo, condividerlo o rifiutarlo. Ogni decisione mi ridurrà il campo di azione. </em></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>A meno di non agire in accordo. </font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>L’assoluta libertà è veicolata dall’assoluta solitudine. </font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>Chi la vorrebbe? <br></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center" align=center><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center" align=center><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3></font></p>
<p align=center><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3><img style="WIDTH: 95px; HEIGHT: 93px" height=115 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/68791/omino_mobile.gif" width=65> </font>
<p><br><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>Allora il momento politico è un momento di possibile sincronia. Lo stato di condivisione aumenta le possibilità e moltiplica gli spazi. Sia gli spazi fisici che quelli mentali. </font></p>
<p><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3></font></p>
<p><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>Il vivere in forma autonoma le scelte ci fa ritenere di avere sempre e comunque ragione. In realtà commettiamo un errore di prospettiva. Vediamo le cose dal punto di vista soggettivo, ciò ci struttura mentalmente a ritenere ogni azione proveniente dall’esterno come un’interferenza. Ci induce a chiudere il nostro orizzonte dentro lo spazio angusto dell’individualismo. Il rifiuto dell’altrui presenza, fisica e mentale, ci spinge a credere che essa esista solo in contrapposizione con il nostro esistere. E ce ne allontaniamo sempre e comunque. </font></p>
<p><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>L’azione collettiva è sempre un’azione politica. Potrebbe esserlo anche l’azione individuale se finalizzata all’apporto di modelli di collaborazione. Ma le probabilità si accrescono esponenzialmente quando l’azione collettiva è ben coordinata. </font></p>
<p><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>Ciò che conta veramente è l’agire in funzione di uno scopo che non includa necessariamente le personalissime aspettative sociali di ogni singolo soggetto. </font></p>
<p><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>In altri termini l’azione collettiva è l’unica azione che può essere progettata per un fine che includa tutti gli interessi coinvolti. Da ciò il significato della parola partecipazione. </font></p>
<p><font face=Tahoma color=#4b0082 size=3>Altro modo non esiste. Non in questo mondo. </font></p>
<p align=center><img style="WIDTH: 109px; HEIGHT: 108px" height=745 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/68791/ph-10021.jpg" width=428> </p>]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94709"><![CDATA[Parliamone]]>
	  </category>
      <pubDate>Sun, 10 Feb 2008 16:42:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
      <link>
		  http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/post/1779568.html
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      <title><![CDATA[Uno stato laico]]></title>
      <description><![CDATA[&nbsp; 
<p align=right><img style="WIDTH: 272px; HEIGHT: 120px" height=140 alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/68791/grand_logoLaSorbonneIV.gif" width=204><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Il senso di scoraggiamento che pervade larghissimi strati della società civile è divenuto palpabile, come un plasma cremoso che si distende in ogni interstizio, in ogni piega del vivere quotidiano.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Nessuno sembra essere esente dall’incertezza e non si tratta di un’incertezza derivante dal naturale conformarsi di possibili alternative, di possibili scelte rispetto al futuro individuale o collettivo.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>C’è nell’aria un profondo scoraggiamento che stringe con forza chiunque cerchi, anche solo per un momento, di vedere soluzioni socialmente accettabili e civilmente praticabili.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Tre sono i temi che procurano frustrazione e confusione: il dissesto economico, il frastuono politico, il disordine culturale.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Uno Stato in cui l’economia sia malfunzionante è già di suo votato al fallimento. C’è un fenomeno che non può essere negato da chiunque voglia vedere i fatti della storia recente con raziocinio e libertà intellettuale.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Si è detto che l’inconsistenza dell’economia del così detto socialismo reale è stata la principale causa della disintegrazione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Un mito disintegratosi in un crollo tanto improvviso quanto ineluttabile.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Tutto il resto non è che sovrastruttura.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Ma nulla impedisce di pensare che la disgregazione sociale ed economica in cui versa l’Italia oggi sia&nbsp;originata dalla sua insistente e continua marcia verso un futuro sempre più incerto e nebuloso.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Anche in questo caso il resto non è che sovrastruttura.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Resta solo da vedere quanto di questa incida sul resto e ne condizioni l’evolversi. Il problema rimane aperto.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Uno Stato in cui le voci si accavallano e si confondono in un mare di petulanti polemiche, da qualsiasi parte esse vengano e di qualsiasi natura esse siano, non fanno altro che generare incertezze e confusione, cinismo e malafede, sfiducia, intolleranza e incomprensione.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>La “gente” facilmente sente di essere dalla parte della ragione quando pensa alla classe politica come se tutta fosse composta da malfattori.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>E d’altra parte come potrebbe distinguere il buono dal cattivo (secondo i momentanei e convenzionali parametri etici in uso), il giusto dall’ingiusto, l’onesto dal disonesto quando ai suoi occhi ogni azione politica risulta destinata a fallire già nelle premesse, esse stesse&nbsp;fatte di chiacchiericcio inconsistente, di sibilline formule destinate agli adepti e ai melliflui gregari del potere, oppure anatemi scagliati come strali contro nemici inermi, o complici.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>E’ - e non solo in apparenza - una congerie di persone, quelle che gestiscono la cosa pubblica, che ha fatto tutto il possibile per delegittimare il contratto di delega ricevuto. La gente comune, quella che decide di andare alle urne per esprimere la propria scelta per il futuro, è stata a ben guardare fin troppo tollerante nel sopportare le infinite scelleratezze di quanti hanno imparato solo l’arte del promettere e per nulla quella del fare.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Meglio ancora: l’unica arte del fare che conoscono e che applicano quando ottengono l’agognato potere è quella del far per sé e null’altro.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>A questo punto la presunzione diventa arroganza e il potere si autolegittima.</font></p>
<p align=right><font size=4><font face=Tahoma color=#8b0000>La gente comune non essendo più in grado di distinguere tra le mille e più voci che si accavallano le une sulle altre tra floreali microfoni, i mille e più volti, sempre gli stessi, che si susseguono in immagini televisive, ha finito col disinteressarsi del tutto e di affidarsi ad una ricerca del tutto personalistica del benessere, giustificabile sotto molti punti di vista, ma del tutto inutile nei lunghi tempi&nbsp;di un&nbsp;progetto sociale&nbsp;per mantenere in vita una&nbsp;democrazia.</font></font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>L’etica del particulare non fa altro che aumentare la confusione a scapito dell’autodeterminazione.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Così si forma e si radica sempre di più il settarismo, il corporativismo, il campanilismo, il clientelarismo, le moafiosette congreghe del “sottobanco”, del favore che rende il favore, delle mani che si lavano le une con le altre anche quando non possono più togliersi dalla pelle il tanfo del malaffare.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>L’orizzonte si restringe ad un piccolo lembo di presente storico e null’altro suscita interesse se non il piccolissimo gruzzoletto di apparente felicità che sembra essere stata acquisita.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Il settarismo culturale diventa ideologico e prassi economica. La paura di perdere anche poco di ciò che si ritiene sia tanto e che appare conquistato a prezzo di grave sacrificio rende un cattivo servizio alla coscienza sociale. Favorisce l’indifferenza, quando non l’indecorosa e aperta intolleranza, verso le necessità dell’intera collettività. Ma ormai a chi interessa il significato della collettività?</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Un tutti che dà fastidio perché invadente come idea e come luogo di una comunità che si voglia davvero definire tale.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma color=#8b0000 size=4>Si deforma ogni visione d’insieme e qualsiasi tentativo di progetto etico è destinato a morire prima di veder la luce.</font></p>
<p align=right><font face=Tahoma size=4><font color=#8b0000>Occorre fara qualcosa per costruire dal principio una idea di società. Occorre che tutti coloro che ancora sanno di cosa parlano dicano o facciano qualcosa per la salvezza di quest’idea.<br></font></p></font>]]></description>
      <!--<author>Gunnar</author>!-->
      <category domain="http://NuoviMondi.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=94709"><![CDATA[Parliamone]]>
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      <pubDate>Sun, 10 Feb 2008 08:38:00 GMT</pubDate>
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