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    <title>antoniettabrancati</title>
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    <description><![CDATA[Presidente del Gruppo R. Liberali al Consiglio Regionale del Lazio]]></description>
    <copyright>(c) http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it</copyright>
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    <lastBuildDate>Fri, 23 Apr 2010 13:26:23 GMT</lastBuildDate>    
	<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 13:26:23 GMT</pubDate>
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    <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
    
    <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137308"><![CDATA[Eventi]]></category>
    
    <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137386"><![CDATA[Interrogazioni]]></category>
    
    <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137387"><![CDATA[Mozioni]]></category>
    
    <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137388"><![CDATA[Interventi Consiglio Regionale]]></category>
    
    <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=181532"><![CDATA[Articoli pubblicati]]></category>
    
    

    
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      <title>antoniettabrancati</title>
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      <title><![CDATA[Regionali Lazio, Brancati (LR): “Altri due ricorsi per annullare le Regionali”.]]></title>
      <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><o:p><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></o:p></span><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;I risultati delle elezioni regionali del marzo scorso sono illegittimi e devono quindi essere annullati. E per ottenere ci&ograve; un nuovo ricorso &ndash; oltre a quello che verr&agrave; discusso il prossimo 5 maggio - &egrave; stato presentato gioved&igrave; scorso e un altro verr&agrave; depositato nei prossimi giorni&rdquo;. Lo fa sapere la capogruppo uscente dei Liberali e Riformatori in Consiglio regionale, Antonietta Brancati e lo stesso <st1:personname w:st="on" productid="Partito Liberale">Partito Liberale</st1:personname> Italiano.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">In sostanza i liberali, rappresentati dall'avvocato Teodoro Klitsche de <st1:personname w:st="on" productid="la Grange">la Grange</st1:personname>, chiedono &ldquo;in via definitiva l'annullamento dell'atto impugnato ovvero il decreto 26/01/2010 n. 17 del vicepresidente della Giunta regionale del Lazio; dell&rsquo;atto di proclamazione degli eletti alla Regione Lazio; degli atti connessi, sia antecedenti che conseguenziali ai predetti; con salvezza di ogni diritto, anche al risarcimento danni. Ci&ograve; per violazione e falsa applicazione dell'articolo 44 e 45 dello Statuto regione del Lazio (L.s. Regione Lazio 11/11/2004, n.1); e per incompetenza e violazione di legge che ha pesantemente danneggiato <st1:personname w:st="on" productid="la lista Partito">la lista Partito</st1:personname> liberale italiano &ndash; Rinascita repubblicana&rdquo;.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;Il ricorso che verr&agrave; presentato a giorni &ndash; fa sapere il <st1:personname w:st="on">Pli</st1:personname> -, fa riferimento in particolare l'articolo 126 dello Statuto regionale del <st1:personname w:st="on" productid="Lazio il">Lazio il</st1:personname> quale recita che in mancanza di un autonomo e discrezionale 'potere di scioglimento' dell&rsquo;organo legislativo, attribuito per lo Stato al Presidente della <st1:personname w:st="on">Repubblica</st1:personname>, lega lo scioglimento all&rsquo;approvazione della mozione di sfiducia (o a determinati casi di cessazione della carica del Presidente). L&rsquo;approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto &ndash; ricordano ancora i liberali <b>-</b>, nonch&eacute; la rimozione, l&rsquo;impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso, comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio; e quindi segue l&rsquo;indizione di nuove elezioni&rdquo;. <o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none"><font face="Times New Roman"><span style="font-size: 13pt">&ldquo;<st1:personname w:st="on" productid="La Regione Lazio">La Regione Lazio</st1:personname>, nella memoria nel ricorso 2507/10 ha sostenuto che la decisione dell&rsquo;indizione della data delle elezioni da parte del vicepresidente Montino sarebbe dovuta ad una (improbabile) assenza per malattia del presidente Marrazzo, per cui ad avviso della <st1:personname w:st="on" productid="Regione il">Regione il</st1:personname> tutto sarebbe riconducibile alla norma di cui all&rsquo;articolo 45. II comma dello</span><span style="font-size: 16pt"> </span><span style="font-size: 13pt">Statuto della Regione Lazio, cio&egrave; quella di sostituzione per 'assenza o impedimento temporaneo' del presidente della Giunta. Tale ricostruzione &egrave; errata in fatto e diritto: a) quanto al <b>fatto</b>, &egrave; arcinoto &ndash; e quindi neppure da provare perch&eacute; <i>notoria non egent probatione</i>, che il presidente Marrazzo si era dimesso a seguito dello scandalo che lo aveva coinvolto, e delle reazioni del mondo politico&rdquo;. Per provare ci&ograve; i liberali hanno allegato al ricorso vari articoli di giornale dell&rsquo;epoca. <o:p></o:p></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;Il fatto delle dimissioni del presidente &ndash; dice ancora il <st1:personname w:st="on">Pli</st1:personname> -<b>, </b>&egrave; quello costituente il motivo/presupposto dello scioglimento del Consiglio regionale, come dichiarato con atto del presidente di detto organo del 29/10/2009; onde non &egrave; possibile revocare in dubbio che la cessazione della carica del Presidente &egrave; quella risultante (il presupposto) di detto atto. A tale proposito, nella memoria depositata nel ricorso<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>2507/2010 <st1:personname w:st="on" productid="La Regione Lazio">la Regione Lazio</st1:personname> ha sostenuto: 'In realt&agrave; nel caso di specie si &egrave; verificata la <i>sovrapposizione</i> dei due istituti delle dimissioni e dell&rsquo;impedimento &ndash; rispettivamente previsti dagli articoli. 44, comma 1, e 45, comma 2, sicch&eacute; il presidente &egrave; stato sostituito dal vicepresidente nell&rsquo;esercizio di <i>tutte le funzioni</i> ad esso attribuite... '. Agli atti della Regione esiste la dichiarazione di Marrazzo di impedimento allo svolgimento delle funzioni di presidente della Regione Lazio (nota del vicepresidente Montino del 23/03/2010 &ndash; All. 3).<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;Ma anche a prescindere dalla suddetta documentazione non vi &egrave; chi possa escludere una condizione personale del presidente non rapidamente reversibile e compatibile con le responsabilit&agrave; derivanti dallo svolgimento della carica: costituiscono, infatti, fatti notori le circostanze che lo hanno indotto a rassegnare le dimissioni determinate, quindi, senz&rsquo;altro da esigenze politiche ma ancor pi&ugrave; dall&rsquo;obiettiva impossibilit&agrave; a proseguire un&rsquo;attivit&agrave; fisicamente, mentalmente, psicologicamente impegnativa come la guida di una Regione&rdquo;.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;In sostanza da quanto asserisce <st1:personname w:st="on" productid="la Regione">la Regione</st1:personname> vi sarebbe un '&hellip; concorso di due situazioni impedienti'. Tuttavia nel caso nostro tale ricostruzione appare assai dubbia (a essere moderati) perch&eacute; andava provato che il presidente Marrazzo fosse impedito in ogni giorno dal 27 ottobre 2009 (data delle dimissioni) fino al 27/01/2010 (data d&rsquo;indizione dei comizi). Prova che non &egrave; stata depositata agli atti, e tale non pu&ograve; essere la dichiarazione del Vicepresidente on. Montino che non ha la competenza<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>professionale per accertare lo stato di salute del Presidente (non &egrave; medico) e, di converso, ha l&rsquo;interesse a sostenere la tesi dell&rsquo;impedimento&rdquo;, perch&eacute; cos&igrave; sostituisce il Presidente. Quindi dei due istituti &ldquo;sovrapposti&rdquo; il primo &egrave; pacifico e risulta dagli atti, il secondo non &egrave; provato, non &egrave; pacifico ed &egrave; anche poco credibile&rdquo;.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none"><font face="Times New Roman"><span style="font-size: 13pt">&ldquo;Dalla documentazione di stampa allegata, oltre che dalla notoriet&agrave; del fatto, e quel che pi&ugrave; conta del decreto 29/10/2009 del presidente del Consiglio regionale Bruno Astorre risulta: a) che Marrazzo, dopo qualche giorno dallo 'scandalo' che l&rsquo;aveva coinvolto, e dopo aver affermato che si 'auto-sospendeva' si dimetteva volontariamente; b) che il fatto che avesse una malattia, peraltro cos&igrave; grave da impedirgli di firmare la paginetta scarsa del decreto d&rsquo;indizione delle elezioni (v. decreto<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>firmato per lo stesso scopo dal vicepresidente) non &egrave; provato e non &egrave;<b> </b>credibile. Che poi la 'malattia' sia durata tre mesi (dal 27 ottobre 2009 al 27 gennaio 2010) &egrave; parimenti non provato e ancora meno credibile;<b> </b>c) che Marrazzo invece abbia goduto e goda di buona salute, al punto che di recente ha anche dichiarato pubblicamente di voler rientrare a lavorare alla Rai, &egrave; comprovato dalla documentazione-stampa allegata. Per cui la tesi</span><span style="font-size: 16pt"> </span><span style="font-size: 13pt">regionale &egrave; contraddetta dagli atti, dai<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>fatti, non &egrave; provata,<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>e soprattutto inverosimile: qualche giorno fa <st1:personname w:st="on" productid="la Cassazione">la Cassazione</st1:personname> ha definito Marrazzo 'vittima di un&rsquo;imboscata' (cio&egrave; di un&rsquo;estorsione) ch&rsquo;&egrave; proprio ci&ograve; che appare all&rsquo;opinione pubblica, e non che sia 'vittima dello stress' come ha sostenuto la difesa regionale (nel ric. 2507/2010)&rdquo;.<o:p></o:p></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">In conclusione il <st1:personname w:st="on">Pli</st1:personname> afferma che &ldquo;appare chiaro che la vicenda <i>de quo</i> ha visto violato lo Statuto regionale ed il principio generale dell&rsquo;ordinamento, che si &egrave; sviluppato nell&rsquo;ultimo ventennio, in antitesi e contrapposizione a pratiche istituzionali di segno opposto, per cui legittimato a governare &egrave; chi &egrave; eletto dal corpo elettorale, da cui consegue che sono vietati <i><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span></i>alternanze, staffette, rotazioni e in generale tutta le forme di distribuzione &ldquo;diacronica&rdquo; delle posizioni apicali<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>di governo (locale e in qualche misura a livello di<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>prassi e non di norme statuite vigenti) nazionale<i>. </i>Oltretutto, ove non fosse esattamente delimitato il potere temporaneo di sostituzione del vicepresidente, sarebbe sufficiente una qualsiasi allegazione di assenza o impedimento per consentire l&rsquo;esercizio delle funzioni presidenziali a un soggetto non legittimato alle stesse dal voto popolare, cio&egrave; proprio quello che la logica del nuovo ordinamento vuole evitare. Al fine, se necessario, ma la notoriet&agrave; del fatto e la documentazione esibita appare pi&ugrave; che sufficiente a provare il nostro assunto, ammettere la richiesta d&rsquo;esibizione degli atti di Marrazzo al fine di confortare l&rsquo;assunto che l&rsquo;impedimento del presidente della Regione Lazio era definitivo<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>e non temporaneo dal 25 ottobre in poi&rdquo;.<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span></font><o:p></o:p></span></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Fri, 23 Apr 2010 13:14:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
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      <title><![CDATA[Ventotene, Brancati (LR): “La destra la smetta con la demagogia”.]]></title>
      <description><![CDATA[<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm"><font size="3" style="font-size: 13pt"><i>Dichiarazione di Antonietta Brancati, Capogruppo dei Liberali e Riformatori</i></font></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">&ldquo;<font size="3" style="font-size: 13pt">La destra la smetta con la demagogia in un momento cos&igrave; triste. La tragedia di Ventotene dimostra che in cinque anni di governo la Giunta Storace non ha fatto nulla per la messa in sicurezza del territorio laziale&rdquo;. Lo dichiara Antonietta Brancati, capogruppo uscente dei Liberali e Riformatori al Consiglio regionale del Lazio.</font></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">&ldquo;<font size="3" style="font-size: 13pt">E' assurdo che in questa regione si possa morire durante una gita scolastica &ndash; prosegue -. Sono d'accordo, quindi, con la richiesta fatta da Stefano Pedica al governo nazionale, di riferire urgentemente in Aula sui rischi idrogeologici di tutto il Paese. E sulla necessit&agrave; di una mappatura delle zone pi&ugrave; a rischio. E' innanzitutto il governo &ndash; afferma ancora l'esponente liberale - che si deve preoccupare della sicurezza dei cittadini. Inoltre Storace e compagni evitino di diffondere dichiarazioni demagogiche, dal momento che in particolare il territorio Pontino &egrave; governato soprattutto da amministrazioni di centrodestra&rdquo;, conclude Brancati.</font></p>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Wed, 21 Apr 2010 07:10:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
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      <title><![CDATA[Marrazzo, Brancati (LR): “Sempre sostenuto la sua totale innocenza”.]]></title>
      <description><![CDATA[<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm"><font size="3" style="font-size: 13pt"><i>Dichiarazione di Antonietta Brancati, Capogruppo dei Liberali e Riformatori</i></font></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">&ldquo;<font size="3" style="font-size: 13pt">Ho sempre sostenuto che Piero Marrazzo &egrave; innocente e che fu vittima di un'imboscata. E oggi, finalmente, la giustizia gli ha dato ragione. Gli esprimo la mia pi&ugrave; sincera solidariet&agrave; e vicinanza&rdquo;. Lo dichiara Antonietta Brancati, capogruppo uscente dei Liberali e Riformatori al Consiglio regionale del Lazio.</font></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">&ldquo;<font size="3" style="font-size: 13pt">Quella contro l'ex presidente &ndash; aggiunge &ndash; fu chiaramente una macchinazione architettata da alcune mele marce con il probabile contributo della criminalit&agrave; organizzata. Insomma, nel pieno stile di un'Italia della vergogna. La decisione odierna della Cassazione provocher&agrave; imbarazzo agli ex compagni di partito di Marrazzo, che non mostrarono la dovuta solidariet&agrave; nei confronti dell'allora governatore. Ora &ndash; conclude Brancati &ndash; &egrave; necessario sapere cosa sia realmente accaduto&rdquo;.</font></p>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Wed, 21 Apr 2010 07:04:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
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      <title><![CDATA[Regionali Lazio, Brancati (LR): “Noi andremo avanti coi ricorsi”.]]></title>
      <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><i style="mso-bidi-font-style: normal"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">Dichiarazione della capogruppo dei Liberali e Riformatori in Consiglio regionale.</font></span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;I liberali andranno avanti coi ricorsi, in nome della legalit&agrave;, della trasparenza e del pluralismo&rdquo;. Lo annuncia Antonietta Brancati, consigliera uscente e capogruppo dei Liberali e Riformatori in Consiglio regionale.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;Apprendiamo che Vittorio Sgarbi chiede il rispetto degli accordi presi con i vertici del Pdl nell&rsquo;ipotesi di ritirare il proprio ricorso &ndash; aggiunge -. Ci sembra che per una contropartita, Sgarbi possa abdicare anche a quello che &egrave; un suo diritto. Tengo a tal proposito a ricordare che anche noi liberali abbiamo presentato ricorsi al Tar per non aver potuto presentare la nostra lista, fuorviati da informazioni errate fornite dalla Regione Lazio quest&rsquo;anno a proposito della raccolta delle firme. A causa di questo grave sbaglio &ndash; afferma ancora Brancati - i nostri elettori non hanno potuto trovare il loro simbolo di riconoscimento sulla scheda elettorale, e molti di loro rientrano nella fascia di cittadini che hanno deciso di astenersi dal voto&rdquo;.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;Se si guardano i dati riportati oggi dal Corriere della Sera &ndash; continua l&rsquo;esponente liberale -, si ricorder&agrave; che il Partito Liberale alle scorse elezioni politiche, ottenne senza grandissimo impegno un risultato importante, lo 0,4 per cento, per una lista presentata in una sola settimana. Per cui in queste regionali sarebbe potuto essere determinate per la vittoria di Emma Bonino, se la stessa si fosse posta come capo di una coalizione e non avesse parlato solo per meri interessi della propria lista e del proprio partito per tutta la campagna elettorale&rdquo;.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;Noi liberali &ndash; dice ancora Brancati -, pur facendo i complimenti a Renata Polverini per la vittoria riportata in queste elezioni e augurandole un buon governo della nostra regione, tuttavia a differenza di Sgarbi non intendiamo fermare i nostri ricorsi, il cui merito verr&agrave; discusso il prossimo 6 maggio, che rappresentano un passo avanti verso la legalit&agrave;. Continueremo la nostra battaglia, raccogliendo anche il grido d&rsquo;allarme di quei tantissimi cittadini che con l&rsquo;astensionismo hanno voluto esprimere il loro dissenso nei confronti di questa politica e che oggi rappresentano il primo partito nel Lazio&rdquo;, conclude Brancati. </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span></p>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Tue, 30 Mar 2010 18:11:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
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      <title><![CDATA[Regionali Lazio, Brancati (LR): “Domani una verifica per la democrazia”.]]></title>
      <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><i style="mso-bidi-font-style: normal"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">Dichiarazione di Antonietta Brancati, capogruppo dei Liberali e Riformatori</font></span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;La giornata di domani andr&agrave; considerata alla stregua di un D-Day, di un momento della verit&agrave; per verificare lo stato della democrazia in Italia&rdquo;. Lo afferma Antonietta Brancati, capogruppo dei Liberali e Riformatori in Consiglio regionale del Lazio, a proposito dell&rsquo;attesa della decisione del Tar sul ricorso presentato dal Partito Liberale Italiano per ottenere il rinvio delle elezioni regionali.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;Ci sar&agrave; l&rsquo;opportunit&agrave;, infatti &ndash; prosegue -, di appurare se nel nostro Paese ci sia ancora uno spazio di democrazia per dei movimenti minoritari che intendano restare, come nel caso del PLI-RR, o rientrare nell&rsquo;agone politico. Oppure se davvero esista esclusivamente un duopolio non solo politico ma anche giuridico per cui, contro la Costituzione, il sistema esclude e calpesta le regole con grave danno di tutti coloro che non facciano parte o di un carrozzone o dell&rsquo;altro. Prova ne sia la cappa di censura che quasi tutti i giornali hanno gettato sul ricorso presentato dal PLI&rdquo;.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13pt"><font face="Times New Roman">&ldquo;Abbiamo massima fiducia e rispetto per la giustizia amministrativa &ndash; ha detto ancora l&rsquo;esponente liberale - che sapr&agrave; prendere decisioni nel rigoroso rispetto sia della Costituzione sia dello Statuto regionale, cos&igrave; come di tutte le altre leggi vigenti in materia elettorale. Sarebbe l&rsquo;unico modo per evitare che i cittadini del Lazio vengano chiamati due volte alle urne, con un conseguente grave spreco di denaro. E ci&ograve; rischia di avvenire pur conoscendo il vulnus che sta sotto una tornata elettorale cos&igrave; importante. Evitare questo, a mio avviso &ndash; conclude Brancati -, sarebbe una notevole dimostrazione dell&rsquo;esistenza di uno stato di diritto che tutela grandi e piccoli, cos&igrave; come prevede l&rsquo;ordinamento costituzionale nel quale noi crediamo fermamente&rdquo;.</font></span></p>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Wed, 24 Mar 2010 21:18:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
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      <title><![CDATA[Regionali Lazio, Brancati a Montino: “Le elezioni sono illegittime”.]]></title>
      <description><![CDATA[<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm"><font size="3" style="font-size: 13pt"><i>Dichiarazione di Antonietta Brancati, Capogruppo dei Liberali e Riformatori</i></font></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">&ldquo;<font size="3" style="font-size: 13pt">La decisione di poco fa della Regione Lazio di respingere la richiesta di rinvio formulata da Sgarbi per la contrazione dei tempi della campagna elettorale, non tiene conto della richiesta da me formulata ieri sera per una nuova convocazione delle elezioni che sono assolutamente illegittime perch&eacute; convocate con decreto del vicepresidente Montino anzich&eacute; del presidente dimissionario Marrazzo, al quale questo potere continuava a competere anche dopo le sue dimissioni, perch&eacute; cos&igrave; chiaramente stabilisce lo Statuto della Regione&rdquo;. Lo dichiara Antonietta Brancati, capogruppo dei Liberali e Riformatori in Consiglio regionale.</font></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">&ldquo;<font size="3" style="font-size: 13pt">Se queste elezioni non verranno rinviate e riconvocate in modo legittimo - prosegue -, il risultato elettorale potr&agrave; essere impugnato da qualsiasi cittadino e fra non molto si dovr&agrave; tornare a votare con un enorme danno erariale, che la Corte dei conti sar&agrave; certamente chiamata a sanzionare. Il vicepresidente Montino &egrave; avvertito e quindi non potr&agrave; domani dire di non essersene reso conto&rdquo;, conclude Brancati.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><br />
&nbsp;</p>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Tue, 23 Mar 2010 07:48:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
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		  http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/post/2458097.html
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      <title><![CDATA[Regionali Lazio, Brancati (LR): “Depositato ricorso al Tar per poter ripresentare la lista”. ]]></title>
      <description><![CDATA[<p style="text-align: justify"><font size="2">&nbsp;</font><i><font size="3">Dichiarazione di Antonietta Brancati, capogruppo dei Liberali e Riformisti in Consiglio regionale</font></i></p>
<p style="text-align: justify"><font size="3">&ldquo;Questa mattina abbiamo presentato ricorso presso il Tribunale amministrativo regionale per impugnare la normativa elettorale, dal momento che <!--ml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags"-->la Regione Lazio illegittimamente non ha riconosciuto il dimezzamento del numero di firme necessario alla presentazione delle liste elettorali, conseguente all&rsquo;anticipato scioglimento del Consiglio regionale&rdquo;. Lo comunica Antonietta Brancati, capogruppo alla Pisana dei Liberali e Riformatori, la quale ha avviato l&rsquo;azione legale assistita dagli avvocati Teodoro Klitsche de La Grange e Vincenzo Palumbo.</font></p>
<div style="text-align: justify"><font size="3">&ldquo;La nostra iniziativa &ndash; prosegue - deriva dal fatto che il decreto con cui si d&agrave; atto dello scioglimento del Consiglio a seguito delle dimissioni del presidente Piero Marrazzo, porta la data del 29 ottobre 2009 ed &egrave; stato pubblicato il 7 novembre successivo e quindi ben prima di 120 giorni rispetto alla scadenza naturale del Consiglio, con conseguente applicabilit&agrave; dell'articolo 1, comma 3, ultimo periodo, della legge 43-1995, recepita dall'articolo 1, comma 2, della legge regionale 2-2005, che dimezza il numero minimo delle sottoscrizioni necessarie per presentare una lista. E&rsquo; evidente &ndash; dice ancora Brancati &ndash; che a subire i danni di questa grave negligenza della Regione sono stati i partiti come il PLI i quali, confidando nelle istruzioni della stessa Regione che prescrivevano la raccolta del numero minimo ordinario di firme, non hanno presentato la propria lista perch&eacute; non avevano raggiunto quella quantit&agrave; necessaria, poi rivelatasi errata. E&rsquo; evidente che in questo modo si &egrave; verificata una pesante disparit&agrave; di trattamento&rdquo;.</font></div>
<div style="text-align: justify"><font size="3">&ldquo;In ragione di ci&ograve; - precisa la consigliera regionale - ritengo sia stata pi&ugrave; che opportuna la recente decisione del Tar del Lazio che ha ammesso alcune liste corredate dalla met&agrave; delle firme prescritte in via ordinaria per le elezioni regionali. Per questo sono ottimista sul fatto che il Tar accolga le ragioni della lista Liberali e Riformatori, che fa riferimento al Partito Liberale Italiano, e chieda la sospensione del procedimento elettorale e la riapertura dei termini per il deposito della lista, salva restando la facolt&agrave; di contestare a posteriori la validit&agrave; delle elezioni per essersi il procedimento elettorale svolto sulla base di un presupposto (la necessit&agrave; del numero ordinario di firme) rivelatosi errato solo quando i termini per la presentazione erano ormai scaduti. Infatti - conclude Brancati - se queste elezioni ormai ridicole non vengono fermate subito con un provvedimento d'urgenza, il prossimo Consiglio regionale potrebbe avere vita breve, a discapito dell&rsquo;amministrazione della nostra regione e quindi dell&rsquo;interesse dei cittadini&rdquo;.</font></div>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Thu, 18 Mar 2010 07:50:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
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		  http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/post/2453871.html
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      <title><![CDATA[Regionali Lazio, Brancati (RLR): “Il Lazio eviti di fare una brutta figura”. ]]></title>
      <description><![CDATA[<i><font size=3><font face="Times New Roman">Dichiarazione di Antonietta Brancati, capogruppo dei <?_xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />Repubblicani, Liberali e Riformatorii</font></font></i>
<p></p>
<p><font face="Times New Roman" size=3>“Ritengo indispensabile e urgente, nell’imminenza delle elezioni regionali, tornare a sollecitare il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Bruno Astorre, affinché convochi con urgenza una seduta dell’assemblea legislativa, per emanare una legge propria del Lazio di interpretazione autentica degli articoli 9 e 10 della legge 108-1968, come recepiti dalla legge regionale 2-2005. Un sollecito da noi già inoltrato lunedì scorso con lettera ufficiale”. Lo afferma Antonietta Brancati, capogruppo dei Repubblicani Liberali Riformatori in Consiglio regionale del Lazio.</font></p>
<p><font size=3><font face="Times New Roman">“Anche perché c’è ancora il rischio – prosegue - che la Regione Lazio faccia una pessima figura qualora,<span style="COLOR: #333333"> nonostante il Tar Lazio si sia chiaramente espresso per l'inapplicabilità del decreto legge ‘salva-liste’, in sede di ricorso il Consiglio di Stato ribaltasse la decisione stavolta a favore del Pdl, visto che l'articolo 1 comma 2 della legge regionale del febbraio 2005 stabilisce che: ‘Per quanto non espressamente previsto, sono recepite la legge 17 febbraio 1968 n. 108 e la legge 23 febbraio 1995 n. 43, e successive modifiche ed integrazioni’”.</span></font></font></p>
<p><span style="COLOR: #333333"><font size=3><font face="Times New Roman">Brancati ha anche sottolineato che “in realtà il governo Berlusconi, alla luce del pasticcio avvenuto nella consegna delle liste elettorali, potrebbe decidere di adottare un provvedimento nazionale che sposti le elezioni in tutta Italia. A maggior ragione anche il Consiglio regionale del Lazio dovrebbe esprimersi per uno slittamento, magari per il poco tempo necessario a garantire una competizione elettorale corretta. Tale necessità è sostenuta dallo spirito con cui il Presidente Giorgio Napolitano ha firmato il decreto ‘salva-liste’, perché le elezioni non possono essere falsate e tutti devono poter concorrere, a maggior ragione i partiti più piccoli”.</font></font></span></p>
<p><span style="COLOR: #333333"><font face="Times New Roman" size=3>“La sfida – dice ancora l’esponente liberale - non è solo dei grandi partiti, grandi nei numeri ma piccoli nell’organizzazione, ma di tutti per poter assicurare una scelta più ampia possibile ai cittadini. Proprio al fine di garantire democrazia e pluralismo, ha ragione Marco Pannella quando sollecita una soluzione politica a una questione che si è ingarbugliata dietro a burocrazia e cavilli legali”, conclude Brancati.</font></span></p>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:13:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
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		  http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/post/2452244.html
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      <title><![CDATA[Regionali Lazio, Brancati (LR) e Celli (LRC): “Serve una legge che prevalga sul ‘salva-liste’”.]]></title>
      <description><![CDATA[<i><span style="FONT-SIZE: 13pt">Comunicato congiunto di Antonietta Brancati e Giuseppe Celli</span></i>
<p><b></b></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 13pt">“Chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Bruno Astorre, di convocare con urgenza una seduta dell’assemblea per porre rimedio allo scandaloso decreto ‘salva-liste’, elaborato dal Governo Berlusconi, per emanare una legge propria del Lazio di interpretazione autentica degli art.li 9 e 10 della L. 108-1968, come recepiti dalla legge regionale 2-2005, in termini più aderenti al dettato normativo rispetto a quelli, assolutamente innovativi ed irrazionali, del decreto governativo. Non v’è alcun dubbio che l’interpretazione autentica dell’organo legislativo regionale, ai sensi degli articoli 117 e 122 della Costituzione, sarebbe destinata a prevalere su quella recepita nel dl ‘salva-liste’”. Lo chiedono in una lettera inviata al presidente Astorre, Antonietta Brancati, presidente del Gruppo Liberali Riformatori e Giuseppe Celli della Rete Riformista dei Cittadini .</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 13pt">“Sarebbe questa – proseguono - la migliore opportunità che la Regione Lazio potrebbe cogliere nell’immediato per rivendicare la sua esclusiva potestà legislativa in materia elettorale, ingiustamente espropriata dal governo nazionale. Infatti il decreto legge varato sabato scorso dal governo nazionale, asseritamente interpretativo degli art.li 9 e 10 della Legge 108 del 1968, incide pesantemente su una materia, quella elettorale, che è di stretta competenza regionale, in particolare della Regione Lazio che, com’è noto, ha legiferato in proposito con la legge regionale n. 2 del 2005, recependo con modifiche la legge nazionale 108-1968”. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 13pt">“Il Decreto in questione – dicono ancora i due consiglieri regionali -, emanato dal Governo in materia costituzionalmente riservata alla Regione, costituisce una pesante interferenza che la Giunta Regionale ha fatto bene a denunziare in competente sede, in particolare deliberando di sollevare il conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale. Tuttavia, la decisione sul conflitto comporterà tempi non prevedibili e comunque molto lunghi, e non potrà quindi avere alcuna immediata influenza sul procedimento elettorale in corso, potendo solo incidere a posteriori sulla validità del risultato elettorale. Ecco quindi l’importanza di emanare una propria legge di interpretazione autentica che sarebbe prevalente sul decreto ‘salva-liste’”.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 13pt">“E’ quindi per affrontare tale questione – concludono Brancati e Celli -, assolutamente indifferibile se si vuole preservare la potestà legislativa della Regione in una materia così importante, che chiediamo al presidente del Consiglio di volere convocare con urgenza il Consiglio regionale, mettendo all’ordine del giorno il seguente argomento: ‘Interpretazione autentica degli art.li 9 e 10 della L. 108-1968,come recepiti della L.R. n. 2 del 2005’. Ci auguriamo che questa nostra sollecitazione possa trovare condivisione e accoglimento”. Da parte sua Brancati ha voluto invitare “tutti i colleghi a voler sottoscrivere la nostra lettera di richiesta al presidente del Consiglio regionale per difendere la dignità e l’autonomia dell’istituzione che ci onoriamo di rappresentare”.</span></p>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:50:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
      <item>
      
      <link>
		  http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/post/2446445.html
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      <title><![CDATA[REGIONALI, BRANCATI (RLR); "SCIOPERI FAME A OROLOGERIA CON LATI OSCURI" ]]></title>
      <description><![CDATA[<h3 style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;&quot;In queste ultime ore &egrave; stata esclusa <br />
di prepotenza una forza politica con il ricorso sistematico ai <br />
ricatti degli scioperi della fame e della sete messi in atto <br />
prima dalla candidata presidente Emma Bonino e poi dal <br />
presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli&quot;. Lo afferma, in <br />
una nota, Antonietta Brancati, capogruppo Repubblicani, Liberali <br />
e Riformatori in Consiglio regionale del Lazio. &quot;Scioperi ad <br />
orologeria - prosegue - che guarda caso sono stati interrotti <br />
appena terminata l'opera di composizione delle liste e del <br />
listino, con molti lati oscuri sulla raccolta firme, come <br />
trapelato da fonti autorevoli del PD. Comportamenti che <br />
potrebbero suonare ai cittadini come ricattatori. E allora, se <br />
vale la logica che chi &egrave; ricattato non pu&ograve; governare, varrebbe <br />
la pena di ritirarsi da subito ma sarebbe altrettanto grave <br />
governare con i ricatti. E' insomma preoccupante sia che chi &egrave; <br />
ricattato possa andare al governo, come il PD, ma anche che chi <br />
governa sia un ricattatore&quot;. &quot;La trattativa della Bonino - dice <br />
ancora Brancati -, la quale ha imposto condizioni capestro al <br />
Partito Democratico sia sulle liste che sul listino, ha causato <br />
profonde ferite nella coalizione di centro sinistra e ha tenuto <br />
fuori professionalit&agrave; importanti. Citiamo il caso di Luisa <br />
Laurelli e di tante altre persone che in questi cinque anni <br />
hanno lavorato bene, come riconosciuto unanimemente, anche se <br />
purtroppo la stampa non ne ha dato sufficiente rilievo&quot;. &quot;Si &egrave; <br />
quindi concluso - chiarisce l'esponente liberale alla Pisana - <br />
un percorso che come ho gi&agrave; avuto occasione di dire ha molti <br />
lati oscuri. Gli elettori liberali e repubblicani non potranno <br />
vedere il loro simbolo sulle liste elettorali, dal momento che <br />
la Bonino come candidata della coalizione ha fatto <br />
esclusivamente campagna per la sua bottega. Coerentemente con <br />
quanto dichiarato dal nostro segretario nazionale Stefano de <br />
Luca, abbandoniamo questa coalizione che non ha voluto e non ha <br />
saputo valorizzare l'elettorato liberale e repubblicano&quot;, <br />
conclude Brancati. <br />
</span></h3>]]></description>
      <!--<author>utilenews</author>!-->
      <category domain="http://antoniettabrancati.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=137307"><![CDATA[comunicati stampa]]>
	  </category>
      <pubDate>Sat, 27 Feb 2010 17:25:00 GMT</pubDate>
      </item>
    
    
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